{"id":6,"date":"2020-03-23T14:22:00","date_gmt":"2020-03-23T14:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=6"},"modified":"2020-04-05T20:57:42","modified_gmt":"2020-04-05T20:57:42","slug":"il-posto-delle-fragole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=6","title":{"rendered":"Il posto delle fragole"},"content":{"rendered":"\n<p>Perch\u00e9 un\u2019intestazione ispirata al titolo (e non solo !) del famoso  capolavoro cinematografico di Ingmar Bergman (1957)?       <\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel corso della mia ormai quarantennale attivit\u00e0 di Psicologo, di Docente di Psicologia e di Professore di Filosofia e Storia nei Licei (adesso in pensione), mi \u00e8 accaduto assai spesso, e mi accade ancora, di incontrare persone protese a ripercorrere, a dipanare, o a scoprire per la prima volta il \u201cromanzo\u201d della propria vita, alla ricerca affannosa, talvolta disperata, di un <span style=\"text-decoration: underline;\">significato<\/span> da dare al proprio esistere; persone che nel dialogo con la quotidianit\u00e0, oppure in seguito a qualche evento particolarmente destabilizzatore, avevano preso coscienza \u2013 graduale o repentina che fosse \u2013, di essere portatrici di un <span style=\"text-decoration: underline;\">malessere<\/span>, di una specie di <span style=\"text-decoration: underline;\">male oscuro<\/span>, che, dilagando luttuosamente nel loro intimo, aveva rivelato, in modo desolante, una difficolt\u00e0, un\u2019impotenza, una sensazione angosciosa di fallimento, di \u201cscacco\u201d pi\u00f9 o meno continuo, nel rapporto fra i propri desideri, anche quelli pi\u00f9 legittimi, e la realt\u00e0 esterna.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tale malessere poteva evidenziarsi in uno specifico settore del sentire e dell\u2019agire, come l\u2019amore, il sesso, le relazioni interpersonali, lavorative, coniugali, intrafamiliari ed altro, oppure essere gi\u00e0 profondamente radicato, in modo pi\u00f9 globale, in una visione depressa, crepuscolare e povera di speranze nei confronti dell\u2019intera vita, accompagnata da un\u2019autopercezione di \u201cinutilit\u00e0\u201d e di \u201cnullit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In ogni caso, questo insidioso ed insinuante <span style=\"text-decoration: underline;\">male oscuro<\/span> era la fonte di  una  parziale o totale <span style=\"text-decoration: underline;\">pietrificazione<\/span> delle energie individuali, come se la persona fosse stata esposta allo sguardo raggelante di una mitica Gorgone, che, <span style=\"text-decoration: underline;\">arrestando lo scorrere del tempo<\/span> ed il libero flusso della  vita, avesse prodotto una sorta di \u201cincantesimo\u201d, cio\u00e8 una condanna a <span style=\"text-decoration: underline;\">ripetere<\/span> sempre, in modo del tutto sterile, gli stessi comportamenti, gli stessi errori, le stesse contraddizioni, nella cornice immutabile di un \u201ceterno\u201d e desolante riproporsi delle medesime paure, frustrazioni, delusioni, rabbie e smarrimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Di queste persone, che ormai porto nel mio cuore come una seconda famiglia, sono stato, e sono ancora oggi, quotidianamente, ascoltatore, accompagnatore, interlocutore, \u201cdifensore\u201d, \u201csostenitore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Insieme abbiamo percorso, e percorriamo, un certo  tragitto di vita, condividendo sofferenze, momenti di disperazione, incertezze, dubbi, speranze, nello sforzo comune di potere infine decifrare il <span style=\"text-decoration: underline;\">significato<\/span> oppure la <span style=\"text-decoration: underline;\">causa<\/span> dell\u2019oscuro <span style=\"text-decoration: underline;\">maleficio<\/span> che ha strappato il sorriso all\u2019esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Puntualmente, questa ricerca ha portato sempre a riesaminare e scandagliare i momenti cruciali, gli episodi, i \u201cclimi\u201demotivi ed educativi, le esperienze, le svolte che hanno costellato le varie fasi  della vita dei miei interlocutori, specialmente durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Spesso si sono aperti scenari di intensa drammaticit\u00e0, talora colmi di passate violenze, pi\u00f9 o meno sottili, subite da bambini come brucianti tradimenti; oppure storie di prevaricazioni, di conflitti, di incomprensioni, di ricatti, di ribellioni aperte o segrete, che lacerano l\u2019anima; oppure, ancora, si \u00e8 dischiusa la visione di veri e propri \u201cdeserti affettivi\u201d, aridi, senza amore, senza altra comunicazione se non il silenzio che rende invisibili e diffonde la morte nel cuore, come condanna ad un precoce invecchiamento: tutte \u201cforeste pietrificate\u201d, in grado di sconfiggere la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eppure, \u00e8 proprio aggirandoci e \u201crovistando\u201d nel labirinto di questi luoghi \u201cdanteschi\u201d della disperazione che abbiamo sempre cercato <span style=\"text-decoration: underline;\">insieme<\/span> di trovare un \u201cfilo di Arianna\u201d in grado di fornire una traccia che potesse condurci ad un \u201cpunto-leva\u201d, mediante il quale divenisse possibile <span style=\"text-decoration: underline;\">sollevare<\/span> o, meglio, <span style=\"text-decoration: underline;\">ri-sollevare<\/span> il mondo desolato della sofferenza, introducendovi una nuova dignit\u00e0, un nuovo senso, una nuova libert\u00e0, per <span style=\"text-decoration: underline;\">rimettere in movimento il tempo<\/span> immobilizzato dal disagio.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sicuramente, non sar\u00e0 mai concesso ad alcuno di poter <span style=\"text-decoration: underline;\">risanare<\/span> le ferite che il nostro passato ci ha inflitto, specie da bambini o da adolescenti, mediante l\u2019illusione che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non sia mai  avvenuto; ma sar\u00e0 pur sempre possibile rivisitare e <span style=\"text-decoration: underline;\">guardare con occhi  nuovi<\/span> proprio \u201cquel\u201d nostro passato e l\u2019intera nostra vita, proponendoci questa volta da <span style=\"text-decoration: underline;\">protagonisti adulti<\/span> e non pi\u00f9 da <span style=\"text-decoration: underline;\">bambini  indifesi<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nella realt\u00e0, infatti, <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 lo sguardo del bambino indifeso dinanzi alle prevaricazioni della vita a pietrificare il mondo<\/span>: di per s\u00e9 il mondo, da un punto di vista emotivo, alle origini di ogni esistenza, non \u00e8 ancora n\u00e9 pietra (terra), n\u00e9 acqua, n\u00e9 aria, n\u00e9 fuoco (i quattro \u201celementi\u201d degli antichi filosofi greci): \u00e8 soltanto un puro \u201cpossibile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esso diviene materia \u201cpesante\u201d, solo quando il bambino <span style=\"text-decoration: underline;\">comincia ad osservarlo sempre pi\u00f9 insistentemente con smarrimento<\/span>, attraverso il filtro delle sue paure, per l\u2019accumularsi delle ingiustizie subite. \u00c8 a quel punto che il tempo si arresta ed un\u2019intera area della nostra vita, pi\u00f9 o meno vasta, si impoverisce e diventa un insormontabile \u201cmacigno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si tratta di un \u201cgrumo\u201d segreto di fragilit\u00e0, che poi si sedimenta e si conserva negli anni come predisposizione a \u201cguardare\u201d ripetitivamente  certi aspetti dell\u2019esistenza personale <span style=\"text-decoration: underline;\">sempre<\/span> con gli occhi del bambino smarrito.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Prendere, allora, coscienza di essere adulti; \u201crinascere\u201d come tali; imparare gradualmente ad <span style=\"text-decoration: underline;\">osservare con gli occhi nuovi dell\u2019adulto<\/span> il mondo della propria antica sofferenza infantile; \u201ctrasformarla\u201d, rimettendola in movimento e vedendola come una tappa transitoria della vita e non pi\u00f9 come un immobile, tragico e granitico punto fermo, <span style=\"text-decoration: underline;\">senza  futuro<\/span>, che ha immobilizzato l\u2019intera esistenza: ecco i vari  passaggi, la scoperta di un nuovo \u201cdecalogo\u201d esistenziale, il delinearsi di un nuovo progetto di vita e, poi,  la vera, autentica <span style=\"text-decoration: underline;\">strada maestra<\/span> che, dopo tante affannose esplorazioni fra gli intricati sentieri del dolore, abbiamo infine sempre caparbiamente cercato di trovare e di praticare con i miei interlocutori, nello sforzo di sconfiggere quell\u2019oscuro \u201cmale di vivere\u201d che ci aveva fatto  incontrare e disperare insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma per potere anche soltanto iniziare a \u201cguardare\u201d con vista rinnovata   il \u201cromanzo\u201d della propria vita, riattivandone la ricchezza ed il mobile fluire, si \u00e8 resa sempre necessaria, da parte di ogni persona da me seguita nel suo \u201ccercarsi per ritrovarsi\u201d, l\u2019individuazione preliminare di un \u201cpunto prospettico\u201d, mai intravisto antecedentemente, ove collocarsi <span style=\"text-decoration: underline;\">da adulto<\/span> (e, quindi, <span style=\"text-decoration: underline;\">dall\u2019alto<\/span>), per poter cogliere, poi, il panorama della propria esistenza <span style=\"text-decoration: underline;\">alla luce di nuove angolazioni<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tale \u201cluogo\u201d, puramente <span style=\"text-decoration: underline;\">mentale<\/span>, ma frutto di un mutato atteggiamento verso la propria vita, si \u00e8 costituito spesso come una sorta di vero e proprio <span style=\"text-decoration: underline;\">osservatorio<\/span>, o <span style=\"text-decoration: underline;\">laboratorio di nuove scoperte<\/span>, dove, mediante inaspettate alchimie emotive, si poteva \u201crifare i conti\u201d con il proprio passato e con se stessi, e da dove, poi, potevano dischiudersi altre possibilit\u00e0, altri orizzonti circa il presente ed il futuro dell\u2019esistenza personale.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando, ad esempio, da questa nuova \u201cpostazione\u201d, \u00e8 accaduto talvolta, con alcuni dei miei interlocutori, di \u201cinquadrare\u201d antiche relazioni interpersonali, episodi e \u201cnodi\u201d cruciali di vita, che potevano aver condizionato e reso drammaticamente compromessa fin dal passato la sicurezza in se stessi (giudizi negativi, sconfitte, punizioni, conflitti, rifiuti subiti, senso di \u201cderiva\u201d ed altro), \u00e8 stato spesso possibile cominciare ad \u201cintravedere\u201d quanto tutto il \u201cmale oscuro\u201d dei  propri tormenti, delle proprie inibizioni e della propria attuale sensazione angosciosa di \u201cinsignificanza\u201d, <span style=\"text-decoration: underline;\">in realt\u00e0<\/span> potesse, forse,  provenire da un remoto, insinuante e recondito \u201cinganno\u201d subito in et\u00e0  evolutiva, in grado di alimentare, poi,  un <span style=\"text-decoration: underline;\">rapporto di malafede<\/span> con se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Parliamo dell\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">inganno sottile delle aspettative altrui<\/span>, il quale, se anche \u201cperpetrato\u201d talvolta in perfetta buona fede e \u201cper amore\u201d da parte di chi, come genitore o \u201ctutor\u201d, affianca un bambino o un adolescente, tuttavia costruisce e \u201cprogramma\u201d l\u2019esistenza di chi ne \u00e8 oggetto in modo da convogliarla forzatamente entro ruoli, codici, modi di pensare e di essere, che possono risultare spesso assai estranei all\u2019intima realt\u00e0 della persona, <span style=\"text-decoration: underline;\">ma ai quali non ci si pu\u00f2 sottrarre<\/span>, poich\u00e9 tali \u201cproposte\u201d provengono da una Autorit\u00e0 (quella Paterna o Materna che dir si voglia), che, alle origini, \u00e8 vissuta come assolutamente perfetta, infallibile, potente, e che, in qualunque momento, pu\u00f2 dare oppure togliere amore, mentre la sua parola \u00e8 legge.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Con questa <span style=\"text-decoration: underline;\">Autorit\u00e0<\/span> \u201cricattante\u201d, allora, <span style=\"text-decoration: underline;\">per la nostra stessa sopravvivenza affettiva<\/span>, non rimane che <span style=\"text-decoration: underline;\">identificarsi<\/span>; di questa <span style=\"text-decoration: underline;\">Autorit\u00e0<\/span> ci troviamo ad <span style=\"text-decoration: underline;\">interiorizzare il linguaggio<\/span>; con questa <span style=\"text-decoration: underline;\">Autorit\u00e0<\/span> da un certo momento in poi della nostra vita si comincia a confrontarsi implacabilmente, <span style=\"text-decoration: underline;\">per giudicarsi<\/span>. Ed \u00e8 qui che si annida quel \u201cmeccanismo\u201d devastante che, come ormai sappiamo, \u201cpietrifica\u201d il  rapporto con se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando <span style=\"text-decoration: underline;\">accogliamo dentro di noi<\/span> questa Autorit\u00e0, <span style=\"text-decoration: underline;\">per essere a nostra volta da lei accolti ed amati<\/span>, \u00e8 come se ci trasferissimo interamente nel suo territorio; ma se quel territorio <span style=\"text-decoration: underline;\">ci rimane estraneo<\/span>, \u00e8 a quel punto che inizia il nostro lungo e tormentato esilio da noi stessi e dalla nostra pi\u00f9 profonda intimit\u00e0. Diventiamo quasi come stranieri, che, per accattonare \u201caccoglienza\u201d, vivono in un altro continente, lontani dalla propria terra d\u2019origine; individui smarriti ed tormentati dalla nostalgia, che sono obbligati a dimenticare la propria lingua madre, per parlare un linguaggio \u201cdiverso\u201d; nuovi \u201cschiavi\u201d, che si trovano costretti, con enorme fatica, ad adattarsi ad usi e costumi assai distanti dal proprio modo di pensare e di essere e che, infine, devono subire l\u2019umiliazione di <span style=\"text-decoration: underline;\">sentirsi giudicati<\/span>, derisi, trattati con arcigno disprezzo ed emarginati se non rispondono adeguatamente alle regole che il <span style=\"text-decoration: underline;\">Regime<\/span> della terra straniera impone.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma il potere intrusivo ed invasivo dell\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">Autorit\u00e0<\/span> \u00e8 ancora pi\u00f9 sottile e subdolo, perch\u00e9 riesce a <span style=\"text-decoration: underline;\">convincerci<\/span> in modo insinuante che <span style=\"text-decoration: underline;\">quel Regime<\/span> \u00e8 anche <span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019unica Verit\u00e0<\/span> possibile da seguire e che saremmo degli inetti, delle nullit\u00e0, se non riuscissimo ad adattarci.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Potremo, in certi momenti, anche ribellarci, allontanarci, dire \u201cbasta\u201d, contestare, commettere persino atti assai trasgressivi, ma, poi, implacabilmente, non riusciremo mai a liberarci dal <span style=\"text-decoration: underline;\">senso di colpa<\/span> di avere rinnegato ed offeso l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">Autorit\u00e0<\/span>, poich\u00e9 essa si \u00e8 ormai impadronita di noi, <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 scomparsa progressivamente come Altro-da-noi<\/span>, ne abbiamo smarrita la memoria, ma <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 rimasta insediata in noi come una nostra \u201cnuova natura\u201d, che ci giudica<\/span> e che ci inocula l\u2019idea divorante che, se deviamo da essa, <span style=\"text-decoration: underline;\">da noi non ci si potr\u00e0 attendere mai nulla di buono<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quest\u2019ultima sensazione, che irrompe infine come una terribile certezza, \u00e8 come un\u2019estrema rinuncia a ci\u00f2 che siamo o che potremmo essere intimamente e segna l\u2019avvio di quel rapporto \u201cdisperato\u201d con noi stessi, contrassegnato dall\u2019ombra di una dilagante <span style=\"text-decoration: underline;\">malafede<\/span> nelle nostre pi\u00f9 autentiche capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Molti dei miei interlocutori, quando li ho incontrati per la prima volta, apparivano ormai irrimediabilmente \u201ccontagiati\u201d da questa pesantissima sovrastruttura di pessimismo, che li aveva resi \u201cperdenti\u201d dinanzi a s\u00e9 ed al resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eppure, quando al termine del loro tormentato percorso di \u201crivisitazione\u201d del passato, hanno osato per la prima volta \u201carrampicarsi\u201d, cio\u00e8 \u201csalire di livello\u201d e, quindi, \u201ccrescere\u201d fino a conquistare il loro <span style=\"text-decoration: underline;\">osservatorio<\/span> per guardare \u201cpanoramicamente\u201d s\u00e9 e la propria storia <span style=\"text-decoration: underline;\">con lo sguardo pi\u00f9 sereno dell\u2019adulto<\/span>, essi hanno potuto scoprire che il senso angoscioso di <span style=\"text-decoration: underline;\">inettitudine<\/span> che aveva  \u201cperseguitato\u201d, \u201cparalizzato\u201d o \u201cpietrificato\u201d il loro rapporto con  l\u2019esistenza, <span style=\"text-decoration: underline;\">in realt\u00e0 era il modo con cui ancora un lato infantile, dimenticato, di loro stessi continuava a guardare il mondo<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Come se fosse rimasto, dentro di loro, nascosto in profondit\u00e0, ormai ignorato e rattrappito in un angolo del passato, un <span style=\"text-decoration: underline;\">bambino smarrito, ammalato d\u2019amore<\/span>, che, <span style=\"text-decoration: underline;\">ingannato<\/span> da un antico ricatto affettivo (\u201cpotrai essere amato <span style=\"text-decoration: underline;\">solo a condizione che<\/span> &#8230;\u201d), era divenuto poi, anch\u2019egli, un inconsapevole <span style=\"text-decoration: underline;\">ingannatore della propria vita<\/span>, arrestando il tempo della crescita personale a quello stadio pi\u00f9 arcaico.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La scoperta, dall\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">osservatorio adulto<\/span>, di questa segreta \u201cpresenza\u201d, sperduta nei sotterranei della propria interiorit\u00e0, ha provocato sempre, nei miei interlocutori, dapprima un turbinio di sensazioni contrastanti; ma poi, superata la prima impetuosa onda d\u2019urto, tutto, lentamente, si \u00e8 come convogliato in un nuovo, commovente e sorprendente <span style=\"text-decoration: underline;\">incontro d\u2019amore<\/span> con la propria vita, quasi in  una straordinaria \u201ccongiunzione nuziale\u201d di emozioni, di intensissima forza trasformatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u2019 stato come guardare <span style=\"text-decoration: underline;\">dall\u2019alto<\/span> nell\u2019abisso tormentato dello specchio di s\u00e9, per scoprirvi l\u2019eco d\u2019un remoto richiamo, a suo tempo ignorato, oppure incompreso, oppure \u201cmanipolato\u201d <span style=\"text-decoration: underline;\">da altri<\/span>, ma, in ogni caso, <span style=\"text-decoration: underline;\">ancora in attesa di una risposta<\/span>, malgrado gli anni trascorsi: e questo richiamo ha come \u201crisvegliato\u201d un moto d\u2019amore e di <span style=\"text-decoration: underline;\">nuova accoglienza<\/span>, questa volta <span style=\"text-decoration: underline;\">non pi\u00f9 da parte di un\u2019Autorit\u00e0 esterna che condanna all\u2019esilio, ma da parte di se stessi<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo nuovo \u201corizzonte prospettico\u201d, entro il quale venivano a ricomporsi antiche e dolorosissime lacerazioni in una nuova armonia, che permetteva al <span style=\"text-decoration: underline;\">bambino<\/span> prigioniero di rimettere in moto il tempo della sua crescita, ed all\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">adulto<\/span> di \u201csciogliere\u201d finalmente il grumo pesante del suo fatalismo fallimentare, \u00e8 divenuto sempre possibile nel momento cruciale in cui la persona raggiungeva quel punto culminante del proprio percorso, che abbiamo denominato l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">Osservatorio<\/span> della propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ebbene, quel \u201cluogo\u201d, da dove \u00e8 possibile \u201cguardare\u201d e \u201criguardarsi\u201d con occhio finalmente sereno, proteso verso spazi nuovamente aperti ad infinite possibilit\u00e0, in un\u2019atmosfera di \u201crinascita\u201d e con in bocca un nuovo sapore di dolce freschezza primaverile, io l\u2019ho chiamato sempre <span style=\"text-decoration: underline;\">Il posto delle fragole<\/span>, ed \u00e8 l\u00e0 che ho sempre cercato, e cerco ancora oggi, di <span style=\"text-decoration: underline;\">accompagnare<\/span> i miei interlocutori.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Certamente, il \u201cPosto delle fragole\u201d non \u00e8 (come gi\u00e0 accennato in precedenza) uno \u201cspazio\u201d concreto, nel senso fisico e topografico del  termine (anche se, talvolta, vi potrebbe essere qualche riferimento ad uno spazio realmente vissuto nella nostra vita, come in parte accade nello stesso film di Bergman); ma \u00e8, piuttosto, un <span style=\"text-decoration: underline;\">luogo virtuale<\/span>, una sorta di <span style=\"text-decoration: underline;\">crocevia<\/span>, dove passato e presente si \u201criannodano\u201d per avviare un  <span style=\"text-decoration: underline;\">processo dinamico di cambiamento<\/span> dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Un luogo dove lo <span style=\"text-decoration: underline;\">stile mentale<\/span>, con cui anteriormente ci si rapportava al mondo, si trasforma completamente, dietro la spinta di nuove scoperte, che ci permettono di incontrare lati nascosti, dimenticati, <span style=\"text-decoration: underline;\">ma pur sempre in attesa<\/span> della nostra personalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tale \u201cluogo\u201d non lo si raggiunge a conclusione di astratti ragionamenti  logici, o al termine di complessi teoremi (non \u00e8, infatti, un \u201cluogo geometrico\u201d), ma lo si \u201cintravede\u201d e lo si \u201cguadagna\u201d per gradi, per \u201caddensamento emotivo\u201d, seguendo una sorta di <span style=\"text-decoration: underline;\">percorso d\u2019amore<\/span>, che si  delinea progressivamente nell\u2019 intimo, spesse volte proprio quando abbiamo toccato il fondo pi\u00f9 buio delle nostre disfatte esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A contatto con i miei interlocutori, ho potuto tante volte constatare quale potente incentivo a far nascere questa nuova \u201cspinta\u201d avesse rappresentato il fatto stesso di sentirsi \u201cascoltati\u201d e, quindi, collocati al centro di un\u2019attenzione altrui (la mia), per essi spesso del tutto nuova, partecipe ed accogliente, che restituiva loro la possibilit\u00e0 di ridiventare \u201cprotagonisti\u201d della vita personale.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u2019 stata quasi sempre questa dialogante <span style=\"text-decoration: underline;\">emozione a due<\/span> a risvegliare l\u2019amore ed una nuova dignit\u00e0 nei confronti di se stessi; da quel punto in poi il cammino individuale si \u00e8 fatto sempre pi\u00f9 \u201cascensionale\u201d, fino al completo raggiungimento del proprio <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma va sottolineato, altres\u00ec, che il <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>, una volta che vi si sia pervenuti, sconfiggendo e superando il limite angusto della propria sofferenza, non \u00e8 un luogo, per dir cos\u00ec, \u201cdi riposo\u201d, di stasi, ma, pi\u00f9 verisimilmente, \u201cdi impegno\u201d instancabile e \u201cpungente\u201d. Esso, infatti, \u00e8 situato idealmente come su di un \u201ccrinale\u201d, \u201cal di  qua\u201d del quale vi \u00e8 tutto il panorama del nostro passato, <span style=\"text-decoration: underline;\">che si svela e si trasforma<\/span>; ma \u201cal di l\u00e0\u201d del quale, sull\u2019altro versante di quel  luogo, si apre uno spazio completamente nuovo e del tutto da scoprire.  Uno \u201cspazio\u201d da cui emana una sorta di avvolgente \u201cinquietudine\u201d, di \u201ccuriosit\u00e0\u201d di ricerca, di \u201capertura\u201d verso il possibile, che non troveranno mai pieno e definitivo appagamento, se non <span style=\"text-decoration: underline;\">nello stesso cercare ed interrogarsi continuamente<\/span>, in un dialogo senza fine con se stessi, con gli altri e con il Tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questa, paradossalmente, potrebbe sembrare, di primo acchito, una sorta di \u201ceredit\u00e0 malefica\u201d che i nostri antichi dolori ci lascerebbero, quando ce ne distanziamo, guardandoli dall\u2019alto del nostro conquistato  \u201cOsservatorio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma non si tratta del rinnovarsi di un mitico \u201cSupplizio di Tantalo\u201d, che  scopriamo in agguato proprio in quel luogo cos\u00ec faticosamente raggiunto e che ci condannerebbe ad una nuova, ancor pi\u00f9 terribile, forma di sofferenza: il paradosso \u00e8 solo apparente.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cercare ed interrogarsi continuamente, senza mai acquietarsi, senza mai  presumere di avere raggiunto definitivamente la \u201cverit\u00e0\u201d; rimanere aperti alla curiosit\u00e0 del \u201cpossibile\u201d, senza cadere prigionieri di ottusi fanatismi che inaridiscono l\u2019anima, rendendola fertile al seme della violenza; sentirsi finalmente liberi, in sinfonia concertante con l\u2019Oceano della Vita: tutte queste emozioni, che possiamo avvertire, \u201cguardando\u201d l\u2019esistenza dall\u2019 \u201caltra finestra\u201d del <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>, lungi dall\u2019essere delle \u201ccondanne\u201d, <span style=\"text-decoration: underline;\">sono l\u2019essenza stessa della vita umana<\/span>, ci\u00f2 per cui l\u2019esistenza \u00e8 e sar\u00e0 sempre degna d\u2019essere vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ne viene di conseguenza, allora, che quel luogo, dove il nostro dolore ha trovato lentamente il suo riscatto, non solo ci rimette nuovamente in  rapporto intimo con il <span style=\"text-decoration: underline;\">nostro<\/span> passato personale, <span style=\"text-decoration: underline;\">trasformandolo<\/span> e <span style=\"text-decoration: underline;\">trasformandoci<\/span>; ma <span style=\"text-decoration: underline;\">ci apre<\/span> anche alla pi\u00f9 profonda Umanit\u00e0 che circola in noi e che possiamo riscoprire proprio muovendo dal cuore stesso della nostra antica sofferenza individuale, che in un primo momento sembrava <span style=\"text-decoration: underline;\">averci chiuso<\/span> alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In sostanza, \u00e8 come se il superamento del malessere personale, reso possibile dalla scoperta della magica chiave d\u2019accesso al <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>, ci introducesse in un nuovo \u201cambiente interiore\u201d, nel quale e dal quale il nostro sguardo sul mondo, si fa pi\u00f9 \u201cacuto\u201d, pi\u00f9 \u201cattento\u201d  e, soprattutto, pi\u00f9 \u201cavido\u201d di penetrare il <span style=\"text-decoration: underline;\">senso<\/span> della Vita e del nostro rapportarsi agli Altri ed alla Natura.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutto questo pu\u00f2 accadere perch\u00e9 ogni sofferenza dell\u2019anima (ma non soltanto dell\u2019anima), di qualunque natura essa sia, contiene sempre una  profondissima carica di energia, magari nascosta e deformata dal dolore, la quale, per\u00f2, <span style=\"text-decoration: underline;\">se viene liberata<\/span>, quando ne cogliamo il significato e la natura, <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 in grado di trasformarsi in una nuova forma di sensibilit\u00e0, di stile di pensiero e di nobilt\u00e0 di sentimenti<\/span> verso il Tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Spesse volte mi \u00e8 accaduto di potere assistere, commosso, a questa mirabile \u201ctrasformazione\u201d, quando qualcuno dei miei interlocutori, una volta raggiunto il proprio <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>, non \u201caccontentandosi\u201d della m\u00e8ta individuale cui era tanto faticosamente pervenuto, ha proseguito il proprio percorso esistenziale, proiettandosi verso nuovi interessi culturali, filosofici, sociali, umanitari, artistici, scientifici, e \u201ctuffandosi\u201d, con un entusiasmo prima sconosciuto, oppure latente, nel flusso di una nuova, pi\u00f9 ricca \u201cavventura\u201d di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questa atmosfera di <span style=\"text-decoration: underline;\">straordinaria ricchezza d\u2019Umanit\u00e0<\/span>, che si respira dall\u2019 \u201caltro versante\u201d del <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span> e che <span style=\"text-decoration: underline;\">trascende il piano individuale dell\u2019esistenza<\/span>, finisce col rendere <span style=\"text-decoration: underline;\">universale<\/span> questo luogo magico, facendone una sorta di <span style=\"text-decoration: underline;\">m\u00e8ta<\/span>, cui <span style=\"text-decoration: underline;\">tutti<\/span>, indistintamente, dovremmo aspirare.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In ognuno di noi, infatti, <span style=\"text-decoration: underline;\">se sappiamo e vogliamo ascoltarci autenticamente<\/span>, in pensoso raccoglimento con noi stessi \u2013 senza lasciarsi distrarre dal \u201cfrastuono\u201d del mondo dei \u201csi dice\u201d e dei \u201csi fa\u201d \u2013, \u00e8 racchiuso <span style=\"text-decoration: underline;\">sempre<\/span> un <span style=\"text-decoration: underline;\">richiamo<\/span> verso un \u201caltrove\u201d, un \u201cluogo ideale\u201d di speranza, dove l\u2019esistenza individuale, pur con tutti i malesseri che inevitabilmente la costellano, l\u2019accompagnano e la condizionano, potrebbe aprirsi a nuove direzioni di vita, a nuovi progetti, a nuovi linguaggi, magari dimenticati fra le pieghe della nostra storia personale.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tale richiamo proviene, appunto, dal <span style=\"text-decoration: underline;\">nostro<\/span> <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>, o, per meglio dire, dal fascino profondo della sua <span style=\"text-decoration: underline;\">Utopia<\/span> di \u201cIsola-che-non-c\u2019\u00e8\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una <span style=\"text-decoration: underline;\">Utopia<\/span> che sprigiona tutta la sua calamitante forza di attrazione proprio per la sua invisibile, misteriosa ed \u201cimprendibile\u201d natura di <span style=\"text-decoration: underline;\">luogo-limite<\/span>, che sempre si sposta nel tempo e nello spazio; che non ci chiede \u201csolenni giuramenti\u201d che imprigionino l\u2019anima, n\u00e9 \u201ccontrassegni\u201d che dividano il mondo in amici e nemici: ma vuole soltanto che si rimanga <span style=\"text-decoration: underline;\">aperti<\/span> al possibile, pervasi dalla curiosit\u00e0, quasi \u201cbambina\u201d, delle continue ed inaspettate \u201cscoperte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In sostanza, stiamo parlando di una <span style=\"text-decoration: underline;\">Utopia costruttiva<\/span>, che \u00e8 in grado  di far rinascere in noi il <span style=\"text-decoration: underline;\">desiderio di sognare<\/span>, di fare progetti, di \u201ccostruire\u201d, e che ci fa riconquistare l\u2019amore per l\u2019Umanit\u00e0 e per l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">immaginario creativo<\/span>, oggi  troppo spesso sopraffatto dall\u2019imperante e  riduttiva frettolosit\u00e0 del pragmatismo tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perch\u00e9 rimanere sempre insensibili a questo preziosissimo richiamo, racchiuso dentro lo scrigno del nostro cuore? Perch\u00e9 continuare ad eludere un autentico e suggestivo \u201cdovere\u201d che la Vita ci propone? Forse le ragioni che mi hanno indotto a \u201ccostruire\u201d il presente sito, giunti ormai a questo punto, sono contenute  proprio in queste domande.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019essere stato per quasi quaranta anni a contatto con la sofferenza \u201cpietrificante\u201d di moltissime persone, che poi sono entrate, come una seconda famiglia di amici, a far parte della mia stessa vita, anch\u2019essa segnata da antichi e pi\u00f9 recenti dolori; l\u2019aver condiviso con questi miei carissimi interlocutori un percorso di ricerca, spesso lungo e tortuoso, nel corso del quale <span style=\"text-decoration: underline;\">\u00e8 stata sempre la scoperta di un fondo a noi comune di umana ed universale inquietudine a rendere possibile l\u2019incontrarsi, il comprendersi e l\u2019aprirsi ad una nuova speranza<\/span>; l\u2019essersi pervicacemente \u201cinerpicati\u201d insieme verso un nuovo \u201cOsservatorio di vita\u201d, che ho denominato <span style=\"text-decoration: underline;\">Il posto della fragole<\/span> (ispirandomi ad un film che fu particolarmente caro alla mia  giovinezza), dal quale poter \u201ccontemplare\u201d la propria esistenza con un nuovo sguardo d\u2019amore, in grado di trasformarla e di \u201csciogliere\u201d la  pietra, per lo pi\u00f9 infantile, della sofferenza; l\u2019avere sperimentato assai spesso la straordinaria e rigenerante \u201capertura\u201d verso valori pi\u00f9 universali che la liberazione dal dolore individuale dischiude: ebbene, tutte queste vibranti emozioni, mi hanno \u201cacceso\u201d progressivamente negli anni un crescente \u201cinnamoramento\u201d nei confronti della vita, per gli inestimabili richiami che essa contiene, spesso nascosti proprio fra gli anfratti pi\u00f9 oscuri del dolore e dell\u2019irrazionalit\u00e0, dove tutto sembra perdersi apparentemente nelle tenebre del male e dell\u2019assurdo.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tale amore, oggi che sto toccando i settanta anni, rimane ancor pi\u00f9 vivamente scolpito nel mio cuore e, mentre da un lato, forse, mi fa attendere con maggiore serenit\u00e0 la conclusione \u2013 quando sar\u00e0 il momento \u2013 della mia vita (perch\u00e9 chi ama la Vita penso che non possa avere paura della \u201csorella\u201d Morte), dall\u2019altro lato mi induce a riguardare tutto il mio stesso percorso di bambino, di adolescente, di giovane, di uomo, di padre di famiglia, di nonno e, simultaneamente, di professionista a contatto con persone di tutte le et\u00e0 \u2013 dalle centinaia di studenti che ho seguito durante la loro formazione umana e culturale ad altre centinaia di persone che ho accompagnato nel loro cammino di  liberazione dalla sofferenza \u2013, come un grande, interminabile viaggio alla ricerca costante \u2013 anche io insieme agli altri \u2013 di un mio <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo \u201cluogo\u201d mi \u00e8 sembrato infine di poterlo \u201crintracciare\u201d nel cuore stesso della mia lunga attivit\u00e0 di persona impegnata in un dialogo  pressoch\u00e9 quotidiano con gli altri: per trasmettere cultura, per indurre a riflettere, per risvegliare il sentire, per aiutare a superare sofferenze, per gioire, pi\u00f9 semplicemente, e giocare assai spesso con tutti, grandi e piccini, incontrandoci tutti e sempre al grande crocevia della Vita, dove c\u2019\u00e8 un intenso fervore di scambi e dal quale ciascuno, poi, riprende la propria strada sempre un po\u2019 diverso e rigenerato rispetto a come si sentiva prima.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Forse, il mio vero <span style=\"text-decoration: underline;\">Posto delle fragole<\/span> \u00e8 ancora situato l\u00ec, in questo \u201ccrocevia\u201d un po\u2019 vario, affollato e \u201cpolifonico\u201d, dove ormai da tanti anni si intrecciano i messaggi pi\u00f9 vari e da dove partono le domande esistenzialmente pi\u00f9 incalzanti ed i \u201cprogetti\u201d di risposte pi\u00f9 lungimiranti, miei ed altrui.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Questo sito \u00e8, appunto, uno di questi progetti: uno degli ultimi e, sicuramente, non l\u2019ultimo. E\u2019 nato da quel \u201ccrocevia\u201d come un \u201cdovere\u201d e, insieme, una \u201cofferta\u201d: uno spazio per pensare, un luogo dove ritrovarsi, un auditorio dove \u201cascoltare per ascoltarsi\u201d meglio e sempre.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, Febbraio 2005<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi ADAMO<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 un\u2019intestazione ispirata al titolo (e non solo !) del famoso capolavoro cinematografico di Ingmar Bergman (1957)? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel corso della mia ormai quarantennale attivit\u00e0 di Psicologo, di Docente di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":171,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-6","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-principale"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":238,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6\/revisions\/238"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/171"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}