{"id":349,"date":"2020-05-02T10:30:52","date_gmt":"2020-05-02T10:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=349"},"modified":"2020-08-29T14:57:20","modified_gmt":"2020-08-29T14:57:20","slug":"il-satiro-danzante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=349","title":{"rendered":"Il satiro danzante"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Introduzione<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u201ctestimonianza\u201d \u00e8 un po\u2019 particolare, ma, per me, anche molto preziosa e coinvolgente, per cui richiede qualche parola in pi\u00f9 di spiegazione. Proviene da una persona speciale, che ormai da tanti anni \u00e8 uno dei miei pi\u00f9 cari amici, di quelli con i quali  incontrarsi, sia nei momenti lieti che nelle situazioni un po\u2019 pi\u00f9 tristi, \u00e8 sempre un evento ricco di gioia, di conforto e di affettuosa sintonia. <\/p>\n\n\n\n<p>Un amico di fervido estro creativo, che proprio pochi mesi fa, seguendo i miei reiterati inviti, ha finalmente deciso in modo inaspettato di dare alle stampe una raccolta di sorprendenti \u201cracconti\u201d da lui scritti nel corso di molti anni della sua vita e sempre tenuti rigorosamente segreti. <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 il titolo del libro \u00e8 in grado di declinarne programmaticamente il contenuto, molto chiaramente indicativo sul tipo di personalit\u00e0 dell\u2019Autore: <em>L\u2019Altrove. I racconti di Inquieto<\/em>. Si tratta di una cospicua serie di favole brevi, un po\u2019 surreali, popolate da protagonisti strani, dai nomi spesso impossibili, i quali anelano ad una vita e a un mondo migliore e sono<br>ricchi di sogni e di strabilianti fantasie. Anche se spesso sono vinti dalla dura realt\u00e0, tuttavia rimangono sempre instancabilmente protesi a sognare e valicare i confini del visibile per dare un senso all\u2019esistenza. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl Satiro danzante\u201c<\/em> e\u2019 uno di questi racconti. L\u2019amico Luca (cosi\u2019 egli si chiama veramente, e mi ha chiesto di mantenere il suo nome reale anche in questa sede), scrivendolo e proponendomi di pubblicarlo fra le testimonianze di questo blog, ha voluto racchiudervi, in termini metaforici, la storia del nostro incontro e della affettuosa amicizia che poi si e\u2019 sviluppata fra noi nel corso degli anni, \u201ccome una grande danza esistenziale\u201d, ispiratagli dalla statua bronzea di un Satiro in atto di danzare, ritrovata in fondo al mare dinanzi a Mazara del Vallo e custodita nel Museo di quella citt\u00e0 siciliana. Una proposta che ho accolto con grande gioia, come un dono prezioso che l\u2019amico ha voluto dedicarmi, a testimonianza di un percorso che io definirei simbolicamente \u201cmagico\u201d, iniziato all\u2019insegna di una \u201ccura\u201d e poi trasformatosi in una indelebile amicizia. <\/p>\n\n\n\n<p>Conobbi Luca nell\u2019ormai lontano Ottobre del 1974, quando egli aveva 24 anni ed io 38. A quel tempo, oltre che Psicologo e Professore di Filosofia e Storia in un Liceo Classico di Firenze, ero anche assistente alle cattedre di Psicologia Generale e di Psicologia dell\u2019Et\u00e0 Evolutiva nella Facolt\u00e0 di Magistero di Firenze. Il nostro primo contatto avvenne nella sede di un Gruppo Scout, in occasione di un incontro serale sui problemi dell\u2019adolescenza, al quale ero stato invitato da Luca stesso, che era il responsabile del Gruppo. Egli si era inizialmente rivolto ad un mio collega dell\u2019Universit\u00e0 , il quale gli aveva fatto il mio nome come \u201cpersona adatta\u201d a questo tipo di incontri. Al termine della serata, al momento di congedarci, egli mi chiese il biglietto da visita col recapito del mio studio e dopo pochi giorni mi cerc\u00f2 per un appuntamento. Da questo incontro professionale inizi\u00f2 la nostra storia. <\/p>\n\n\n\n<p>A quel tempo Luca aveva perduto da poco il padre e la sua personalit\u00e0 , duramente colpita dall\u2019evento, si trovava in difficolt\u00e0 nella elaborazione del grave lutto. Era vicino alla conclusione dei suoi studi nella Facolt\u00e0 di Scienze Politiche, ma la pesante perdita aveva provocato una battuta d\u2019arresto nel suo percorso universitario, peraltro assai vicino alla conclusione, mettendo in crisi anche la sua sicurezza e la fiducia nelle proprie risorse intellettuali e culturali, con conseguenti fenomeni di carattere fobico. <\/p>\n\n\n\n<p>Fin dal primo istante, tuttavia, non mi parve che fosse una persona da definirsi \u201cclinicamente\u201d fobico-depressa. Sicuramente triste e addolorato per la perdita del padre e impegnato a sostenere la madre in lutto, mi sembr\u00f2 che fosse soltanto un giovane esistenzialmente disorientato dinanzi ai nuovi compiti di responsabilit\u00e0 cui la perdita del padre lo richiamava. Infatti, era stato subito obbligato a cercarsi un primo lavoro e, in sostanza, si trovava a dover fronteggiare un problema di ulteriore crescita umana e sociale, che lo strappava bruscamente da un passato nel quale altri, probabilmente, avevano sempre deciso per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, pi\u00f9 che di una \u201ccura\u201d vera e propria, in \u201ccamice bianco\u201d, aveva bisogno di una \u201cguida\u201d che, con delicatezza e coinvolgimento empatico, lo aiutasse a prendere coscienza di se\u2019 e delle proprie potenzialit\u00e0 umane e intellettuali per spiccare il volo verso una piena autonomia. Compito, questo, che, ascoltandolo e calandomi gradatamente e con<br>discrezione nel suo mondo interiore, mi parve fin dall\u2019inizio non solo pi\u00f9 che possibile, ma persino entusiasmante. <\/p>\n\n\n\n<p>Luca, oltre che studente, adesso anche lavoratore, era un valido capo-scout, molto abituato a stare con i ragazzi e , per ci\u00f2 stesso, in possesso di una notevole sensibilit\u00e0 e di una mente recettiva e creativa, ricca di fantasia e di estro, ben sostenuta anche da una ottima capacita\u2019 organizzativa: tutte doti che, unitamente al suo modo di porsi simpaticamente nelle relazioni umane, lo avevano reso assai degno di stima e di fiducia da parte dei genitori degli adolescenti che gli venivano affidati. Questo background costitu\u00ec un supporto fondamentale nel lavoro che intraprendemmo insieme, rendendolo fin dall\u2019inizio vivace, effervescente e costruttivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto fra noi si cre\u00f2 un feeling molto intenso, che in tempi relativamente brevi port\u00f2 Luca a superare le sue incertezze ed il suo disorientamento dinanzi ai nuovi compiti che la Vita gli aveva improvvisamente proposto. Ripresi gradatamente gli studi e conseguita la Laurea, egli, nel giro di due anni, elabor\u00f2 in modo assai positivo tutta la problematica che lo aveva afflitto all\u2019inizio dei nostri incontri e teoricamente pot\u00e8 infine dichiararsi \u201cguarito\u201d da tutte le tensioni che lo avevano agitato e sconfortato in precedenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro rapporto \u201cprofessionale\u201d, conseguentemente, si era concluso in modo pi\u00f9 che soddisfacente, con scambi molto dinamici ed assai ricchi di vibrante umanit\u00e0. Luca aveva cominciato a vivere con gioia e in piena autonomia il suo rinnovato entusiasmo verso la vita e a questo punto non sarebbe rimasto altro che separarci, come avrebbe suggerito la consueta prassi \u201cterapeutica\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma non fu cosi\u2019. Molti erano stati gli argomenti e gli spunti di carattere filosofico-esistenziale che avevamo sfiorato nel corso dei nostri incontri psicoterapeutici e molte erano le curiosit\u00e0 culturali che erano maturate in Luca, sulla solida base della sua spiccata attitudine ad appassionarsi su tutto ci\u00f2 che potesse stimolare la sua riflessione, il suo estro e la sua fantasia. <\/p>\n\n\n\n<p>Conclusa la terapia, egli volle continuare a mantenersi in contatto con me per cercare risposta a molte domande di carattere filosofico-esistenziale che ormai avevano cominciato a \u201czampillare\u201d con crescente insistenza nella sua mente sempre fervida di acquisire nuove conoscenze. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo suo sincero bisogno di crescere anche sul piano culturale e umano fin\u00ec col chiamare in causa l\u2019altro versante della mia professione di Psicologo, cio\u00e8 il mio ruolo di Docente di Scienze Umane, sempre a contatto con i giovani, per cui accettai con entusiasmo di continuare a frequentare Luca, dapprima come una specie di \u201cSocrate\u201d sempre disponibile a fargli \u201cpartorire\u201d le verit\u00e0 e i valori pi\u00f9 belli della sua personalit\u00e0; poi, via via che Luca cresceva interiormente, divenni un amico, sempre pi\u00f9 presente nella sua vita privata, come lui lo divenne nella mia, fino a che le nostre due vite si intrecciarono indelebilmente in un profondo, cordiale e affettuoso sodalizio senza fine. <\/p>\n\n\n\n<p>Adesso sono ben 46 anni che ci conosciamo. Luca ha 70 anni, felicemente sposato, con due figli; io ne ho 84, con moglie, due figli e quattro nipoti. Le nostre mogli si conoscono e spesso si frequentano. Possiamo definirci due amici anziani, ormai sul viale del tramonto? Ritengo di no. Il Satiro ha vinto i secoli e continua a danzare, instancabile da quando \u00e8 riemerso dalla profondit\u00e0 del mare dinanzi a Mazara del Vallo. Mazara del Vallo \u00e8 la citt\u00e0 delle mie origini. Luca lo sa e per questo, visitando quei luoghi, ha visto nel Satiro la storia del nostro incontro. <\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la guida di quel Satiro danzante, la nostra straordinaria danza dell\u2019Amicizia \u00e8 tutt\u2019altro che finita. E non \u00e8 certamente una danza di \u201canziani\u201d. C\u2019\u00e8 e ci sar\u00e0 ancora tanto da scoprire insieme, proseguendo, instancabili, quella interminabile danza che ha intrecciato le nostre vite.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi Adamo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>    <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Il Satiro danzante<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Albino Cercasenso non era da molto che si era inoltrato nella valle della Pauradellapaura, camminava senza una meta, la sua anima era inquieta, i suoi occhi parevano quelli di un cerbiatto in fuga. Era da tempo che l\u2019infanzia lo aveva abbandonato, lasciandogli in dono un corpo ignorante e tante paure. Non voleva e non poteva tornare indietro, alle sue spalle si era formato un abisso, doveva andare avanti, questo era il suo destino. Quando le urla della sua anima si fecero straripanti e la paura della paura lo rap\u00ec, quando ormai si sent\u00ec attratto dalle vertigini dell\u2019angoscia, gli apparve un Satiro Danzante, forse un miraggio, pens\u00f2, gli si fece incontro, gli sorrise.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto dello sconosciuto era sereno, i suoi occhi brillavano di curiosit\u00e0, aveva fra le dita anelli d\u2019oro, nel gil\u00e8 una catenina con un orologio a cipolla che faceva capolino dal taschino, nella mano destra teneva un bastone con un pomello d\u2019avorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Capelli impertinenti e barba importante, la sua voce era dolce come il miele, pareva il suono di un\u2019arpa, Albino gli si avvicin\u00f2 incuriosito, non aveva alcun timore, anzi il suo aspetto lo rassicurava, prov\u00f2 la stessa sensazione che aveva provato nella placenta della mamma, il periodo pi\u00f9 bello della sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si presentarono, e da allora iniziarono a camminare insieme, il Satiro, un adulto bambino e Albino, un bambino adulto, e andarono per erte salite e ripidi ghiaioni, bagnati dalla pioggia e accarezzati dal vento, il giorno riscaldati dal sole e la notte rassicurati dalla luce della luna, un passeggiare ed un bivaccare al chiarore delle stelle. Albino entr\u00f2 negli abissi della sua anima, a volte gli sembrava di impazzire, a volte gli pareva di volare.<\/p>\n\n\n\n<p>E parlavano, o meglio solo Albino&nbsp; parlava e il Satiro ascoltava. Albino cercava dall\u2019altro le risposte, ma come un\u2019eco le sue domande gli ritornavano indietro, era lui che doveva dare le risposte che non aveva mai dato. E furono anni belli e anni bui, attraversarono i sogni, cercando di carpirne il linguaggio, i loro segni, contrappunti e distonie divennero compagne fedeli, ma continuarono a camminare insieme e Cercasenso non si scoraggiava pi\u00f9, e la paura della paura lentamente svan\u00ec e con lei la giovinezza. Con il trascorrere delle stagioni Satiro inizi\u00f2 a parlare di s\u00e9 e Albino impar\u00f2 ad ascoltarlo. A volte si separarono per mesi, per anni, per poi ritrovarsi uniti come prima per fare un po\u2019 di strada insieme. Satiro veniva da lontano, dall\u2019isola degli aranceti, abitata da un popolo gentile che sa essere molto crudele, nel suo sangue scorrono&nbsp; rivoli di tante razze, i suoi occhi si perdono oltre l\u2019orizzonte, verso altri continenti. Si pensa che Satiro&nbsp; sia venuto dal mare, che si fosse inabissato nella continua ricerca di scandagliare l\u2019animo umano, nel titanico impegno di scovare dentro l\u2019anima degli umani&nbsp; tesori nascosti. Satiro distribuiva a piene mani e gratuitamente perle di rara saggezza, cercando di rendere il prossimo meno angosciato e pi\u00f9 fiducioso nell\u2019avvenire. Albino impar\u00f2 non solo ad ascoltare l\u2019amico trovato, ma anche se stesso, certo \u00e8 che tra il comprendere e il cambiare percorso non \u00e8 facile, l\u2019impresa \u00e8 ardua. Con sguardo benefico Satiro osservava il suo amico di sempre, non si aspettava niente da lui, sapeva bene che quando sarebbe stato il momento Albino avrebbe spiccato il volo, le sue ali di gesso si sarebbero trasformate in leggere e potenti piume, il suo sguardo da cerbiatto impaurito sarebbe svanito e la sua anima avrebbe preso su di s\u00e9 il peso della vita, liberando il suo padrone dal pesante fardello dell\u2019inquietudine. E furono anni di condivisione, la vita divenne incalzante per entrambi, ma continuarono a camminare insieme lungo la valle della vita. Fin dal primo incontro con il Satiro Danzante, un tarlo silenzioso viveva nel cervellino di Albino, infatti egli pensava che Satiro gli avesse sempre detto quello che credeva opportuno che Albino si sentisse dire e non quello che lui pensasse veramente, in altre parole era convinto che Satiro si fosse sempre comportato come un pedagogo con lui, uno il maestro, l\u2019altro il discepolo, e nonostante il tanto tempo ormai passato, entrambi fossero rimasti tali e quali al primo giorno, uno l\u2019adulto bambino e l\u2019altro il bambino adulto. Quando Albino Cercasenso si rese conto che anche lui era diventato un adulto bambino, comprese che accanto a s\u00e9 aveva un amico speciale e che da tempo non viveva pi\u00f9 nella placenta della mamma ma semplicemente nel mondo degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luca<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>    <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-351\" width=\"343\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-2.jpg 343w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-2-230x300.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:60%\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-353\" width=\"900\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-3.jpg 900w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/satiro-3-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Questa \u201ctestimonianza\u201d \u00e8 un po\u2019 particolare, ma, per me, anche molto preziosa e coinvolgente, per cui richiede qualche parola in pi\u00f9 di spiegazione. 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