{"id":253,"date":"2020-04-08T16:46:09","date_gmt":"2020-04-08T16:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=253"},"modified":"2020-08-29T14:51:32","modified_gmt":"2020-08-29T14:51:32","slug":"lattimo-di-isabella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=253","title":{"rendered":"L&#8217;attimo di Isabella"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><em><strong>DAL GELO DELL\u2019ANONIMATO<br>ALLA SCOPERTA DEL PROPRIO \u201cESSERCI\u201d<\/strong><\/em><\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><em>(L\u2019 attimo di Isabella)<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p>Caro Professore,<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; mi scuso con Lei se ancora una volta depongo nella Sua cassetta postale uno dei miei soliti \u201csfoghi\u201d, tanto per colmare l\u2019intervallo fra i nostri incontri : ma questa volta, mi creda, si tratta di qualcosa di assolutamente importante, che da un lato mi ha sconvolta e dall\u2019altro mi ha reso improvvisamente felice, come non mi succedeva da anni: un vero barlume di Primavera in questo triste gelo invernale!<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em> E\u2019 tutto molto, molto strano, che mi fa quasi paura a pensarci; sono ansiosa di conoscere la Sua opinione, quando ci vedremo la prossima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ieri sera, dopo il lavoro, passeggiavo per le vie del centro, a caso, fra tanta gente casuale. C\u2019erano i visi anonimi di tutti i giorni, in un giorno altrettanto anonimo, come tanti altri della mia vita\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Guardavo le solite vetrine, soprappensiero: solite luci, soliti colori, soliti andirivieni, soliti rumori, soliti\u2026 prezzi: insomma, il consueto fiume di sempre, dove puoi annegare tranquillamente e nessuno si accorge di te, neppure se implori. Era un po\u2019 come&nbsp; portare a passeggio, come tante altre volte, la mia mesta inutilit\u00e0; anche domani, pensavo, sar\u00e0 come sempre, proprio come in quella vecchia canzone di Tenco \u2013 non so se la conosce \u2013, che fa: \u201cUn giorno dopo l\u2019altro, il tempo se ne va; le strade sempre uguali, le stesse case\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A quel punto, siccome cominciavo a sentirmi \u201callagata\u201d, come dice Lei, da quella sottile angoscia che ormai ben conosciamo, e mi sentivo irrimediabilmente perduta, come tante altre volte, ho deciso malinconicamente di tornarmene a casa. Non \u00e8 che l\u2019idea mi sorridesse molto : anche l\u00e0 avrei trovato i soliti volti, ascoltato le solite banali parole, avrei respirato il consueto clima di indifferenza affettiva che mi annienta, avrei vissuto la mia ormai abituale rabbia impotente, magari colpevolizzandomi, come sempre\u2026 Ma che cosa potevo farci? Era un po\u2019 come scegliere il male minore\u2026 e poi\u2026 faceva freddo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;Perci\u00f2 mi sono avviata, e, con un gesto casuale, mi sono stretta forte forte nel mio cappotto, come abbracciandomi. Ma ecco, a quel contatto con me stessa, improvvisamente accadere quello che voglio dirLe: mi sono <strong>sentita!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E\u2019 stato come un bagliore accecante, un lampo, una sensazione un po\u2019 indescrivibile, che ancora devo capire del tutto; perci\u00f2 mi riesce un po\u2019 difficile esprimerglieLa a parole: spero soltanto che Lei non sorrida troppo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Insomma\u2026 <strong>mi sono accorta che c\u2019ero, che esistevo!<\/strong> Era un po\u2019 come avvertire per la prima volta che avevo un corpo\u2026 e che questo corpo era assolutamente mio\u2026 che occupava uno spazio che solo lui poteva occupare\u2026 cos\u00ec come anche l\u2019aria che respiravo, le strade che percorrevo, l\u2019emozione intensissima che provavo in quel momento: tutto era totalmente mio. Era come trovarsi improvvisamente viva, e forse non ripetibile e, per giunta, con un posto nell\u2019Universo riservato solo a me! Che ricchezza inaspettata per una pellegrina come me, abituata ad essere invisibile!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A quel punto, mi \u00e8 presa una grandissima&nbsp; gioia: gioia e vertigine insieme; tutto si \u00e8 messo repentinamente come in movimento.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>Ecco: era come un\u2019orchestra in cui gli strumenti si accordano e provano per la prima volta a suonare insieme.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em>Anch\u2019io in quel momento mi sono sentita\u2026 in armonia con una mia orchestra. Mi veniva quasi il desiderio di canterellare: forse avevo finalmente una canzone tutta mia da intonare!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Allora nulla mi \u00e8 pi\u00f9 apparso casuale come prima: che io fossi l\u00e0, a pensare a queste cose, mi \u00e8 sembrato totalmente necessario, quasi predestinato, persino i miei stessi brividi di freddo!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma la cosa pi\u00f9 strana, o, forse, straordinaria, \u00e8 stata la percezione del tempo, del tutto nuova, che ho avvertito dentro di me. Era come se tutto improvvisamente riprendesse a scorrere, dopo avere a lungo ristagnato, ed io potessi dire a me stessa: \u201cAllora anche io ho veramente un futuro\u2026, un destino\u2026, una direzione\u2026, una libert\u00e0\u2026!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>  <em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em>E mi \u00e8 venuto in mente Lei, che, in fondo, non mi ha mai detto chi e come devo essere, neppure nei momenti di maggiore disperazione: ma mi ha sempre ascoltata, capita, accettata senza condizioni, come se fossi la persona pi\u00f9 importante del mondo; ed io non me ne sapevo spiegare la ragione\u2026 io, abitualmente cos\u00ec anonima e banale: tanto che qualche volta mi ha fatto anche rabbia, perch\u00e9 non riuscivo a non pensare che forse Lei mi prendeva in giro o lo faceva per mestiere, per professione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ieri, per\u00f2, nel turbinio di tutte quelle nuove emozioni, forse mi \u00e8 accaduto di comprendere anche il senso del Suo atteggiamento: gli altri mi hanno sempre tolto il mio spazio con le loro manipolazioni, con le loro regole, con i loro \u201cconsigli\u201d, con la loro freddezza affettiva, fino a portarmi a non credere pi\u00f9 in me stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>   <em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/em>Lei, invece, lo spazio me lo ha sempre offerto, con la Sua partecipazione, il Suo ascolto, il Suo affetto: ecco, <strong>mi ha abbracciato<\/strong>, come ho fatto io quando mi sono stretta nel cappotto, e mi ha fatto sentire <strong>che posso permettermi di esistere, che ho uno spessore tutto mio<\/strong>; Lei \u00e8 stato un po\u2019\u2026 <strong>come il mio cappotto<\/strong>\u2026! Ed \u00e8 stata proprio questa consapevolezza \u2013 ora forse \u00e8 pi\u00f9 chiaro \u2013 che mi \u00e8 finalmente \u201cesplosa\u201d dentro ieri sera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Forse l\u2019attendevo da tempo, forse da sempre, come se la mia nascita non si fosse ancora del tutto compiuta. Ora \u00e8 arrivata e sento che qualcosa sicuramente cambier\u00e0 nella mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, Dicembre 1985<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<p><em>Isabella oggi \u00e8 un valente Architetto e fa parte, con altri collaboratori e collaboratrici, di uno studio ben avviato &nbsp;di Progettazione architettonica: quasi un \u201criscatto\u201d simbolico dall\u2019&nbsp; antico, raggelante senso di&nbsp; inutilit\u00e0 e di appiattimento depressivo, che pervadeva la sua vita all\u2019inizio dei nostri incontri, impedendole qualunque forma di \u201cprogettazione\u201d esistenziale. Il testo riportato \u00e8 uno dei tanti scritti che spesso Isabella ha inserito nella mia cassetta postale. Ci\u00f2 che vi \u00e8 narrato e che si colloca nell\u2019ultimo anno del nostro lavoro, avvi\u00f2 veramente una svolta decisiva nella percezione che Isabella aveva di se stessa. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Lo scritto, per essere pubblicato \u2013 dietro consenso dell\u2019Autrice <em>\u2013<\/em>,&nbsp; \u00e8 stato oggetto di qualche modifica soltanto superficiale; per il resto \u00e8 conforme alla stesura originaria. &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi Adamo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DAL GELO DELL\u2019ANONIMATOALLA SCOPERTA DEL PROPRIO \u201cESSERCI\u201d (L\u2019 attimo di Isabella) Caro Professore, &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; mi scuso con Lei se ancora una volta depongo nella Sua cassetta postale uno dei miei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":320,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":{"0":"post-253","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-testimonianze"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=253"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/253\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":525,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/253\/revisions\/525"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}