{"id":16,"date":"2020-03-23T15:11:11","date_gmt":"2020-03-23T15:11:11","guid":{"rendered":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=16"},"modified":"2020-04-08T21:18:43","modified_gmt":"2020-04-08T21:18:43","slug":"omaggio-a-binswanger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/luigiadamo.it\/?p=16","title":{"rendered":"Omaggio a Ludwig Binswanger"},"content":{"rendered":"\n<p>Perch\u00e9 un \u201comaggio\u201d a Ludwig Binswanger in questo \u201cspazio\u201d denominato \u201cIl posto delle fragole\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>  &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non si tratta di un richiamo accademico in contraddizione con quanto detto in altre parti del sito.<\/p>\n\n\n\n<p>  &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il mio incontro col pensiero di Binswanger, fondatore della \u201cAntropoanalisi\u201d (le cui caratteristiche saranno meglio chiarite nelle pagine successive), avvenne negli anni settanta, quando gi\u00e0 da circa dieci anni mi impegnavo con passione e partecipazione a cercar di lenire la sofferenza delle persone che si rivolgevano a me.<\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In quel periodo, avevo  cominciato ad avvertire sempre pi\u00f9 insistentemente il bisogno di un  ulteriore \u201cnutrimento\u201d intellettuale ed emotivo, in grado di potenziare  la mia formazione junghiana di partenza , allargandone l\u2019orizzonte verso  una pi\u00f9 intensa sintonia con il mio modo anche \u201cfilosofico\u201d di  inquadrare il mondo ed il dolore degli altri, senza farlo evadere troppo verso l\u2019astratto, in maniera inconcludente: &nbsp;avevo bisogno, in  sostanza, di un \u201cponte\u201d pi\u00f9 solido, che collegasse la mia identit\u00e0 di Psicologo con quella di \u201cFilosofo\u201d, che mi impegnava, fra l\u2019altro, nel  ruolo parallelo di Professore di Filosofia a contatto con i giovani. Si trattava di un\u2019esigenza che mi nasceva soprattutto dal \u201ccuore\u201d, per meglio armonizzare me stesso e per aiutare ancor pi\u00f9 efficacemente gli  interlocutori delle mie giornate, protesi a cercare il loro \u201cPosto delle fragole\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gi\u00e0 mi ero accostato alla cosiddetta \u201cPsicologia umanistica\u201ddi matrice statunitense ed alla  \u201clogoterapia\u201d di V. Frankl, &nbsp;traendone qualche giovamento, ma fu  soprattutto&nbsp; la lettura di un saggio di Danilo Cargnello (<span style=\"text-decoration: underline;\">Alterit\u00e0 e  alienit\u00e0<\/span>, Milano, Feltrinelli, 1966) a farmi \u201cincontrare\u201d col  pensiero \u201cantropoanalitico\u201d di Binswanger.<\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La profonda apertura umana delle sue teorie, che sulla base di una fusione fra le correnti filosofiche dell\u2019Esistenzialismo e della Fenomenologia (che tanta larga parte avevano avuto nella mia personale formazione) con la Psichiatria e la Psicologia, proponevano di \u201cabolire\u201d la netta distinzione fra  \u201cnormalit\u00e0\u201d e \u201cpatologia\u201d nell\u2019approccio alla sofferenza umana, chiamando lo Psicologo <span style=\"text-decoration: underline;\">ad una pi\u00f9 coinvolta e penetrante attenzione e partecipazione al mondo del dolore<\/span>, al di fuori di ogni fredda categorizzazione clinica, mi apparve come una fra le pi\u00f9&nbsp; precise ed entusiasmanti risposte a ci\u00f2 che veramente stavo cercando, in sintonia, soprattutto, col mio modo di essere e di pormi come \u201cinterlocutore\u201d nei confronti del mondo \u201cpietrificato\u201d della persona prigioniera dei propri \u201cmali oscuri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da allora, lo studio e  l\u2019approfondimento delle teorie di Binswanger \u201centr\u00f2\u201d nella mia vita, non  solo intellettuale, ma anche emotiva, imprimendo una ulteriore  trasformazione al mio modo di vedere, \u201csentire\u201d, \u201ceducare\u201d ed aiutare  gli altri, oltre che me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>  &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019amore che ho conservato sempre per questo personaggio \u2013 peraltro non sempre&nbsp; adeguatamente conosciuto e valorizzato nell\u2019ambito  delle correnti pi\u00f9 \u201cufficiali\u201d dell\u2019 \u201cuniverso\u201d della Psicologia \u2013, mi  indusse gi\u00e0 a parlarne verso la fine degli anni ottanta, in un  \u201ccontributo\u201d che presentai ad un Congresso, a Roma; pi\u00f9 recentemente, lo scorso anno, la pubblicazione di un saggio italiano su Binswanger \u2013 uno dei pochi \u2013, ad opera di una Docente dell\u2019Universit\u00e0 di Salerno  (Bianca Maria D\u2019Ippolito, <span style=\"text-decoration: underline;\">La cattedrale sommersa. Fenomenologia e Psichiatria in Ludwig Binswanger<\/span>, Milano, Angeli, 2004), mi ha fatto rinascere il desiderio di riprendere in mano lo scritto che elaborai in quella occasione, per inserirlo, ora, con opportune modifiche, nel presente sito, con tutta la riconoscenza dovuta ad uno  studioso che, per buona parte, oggi riconosco come uno dei miei pi\u00f9  importanti \u201cMaestri intellettuali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery aligncenter columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"740\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ludwig-binswanger-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"198\" data-full-url=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ludwig-binswanger-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/luigiadamo.it\/?attachment_id=198\" class=\"wp-image-198\" srcset=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ludwig-binswanger-1.jpg 740w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/ludwig-binswanger-1-222x300.jpg 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"199\" data-full-url=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1.jpg\" data-link=\"https:\/\/luigiadamo.it\/?attachment_id=199\" class=\"wp-image-199\" srcset=\"https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1.jpg 1500w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/luigiadamo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/acqua-1-900x600.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><em>FINALIT\u00c0, DINAMICA E POLIVALENZA  DELL\u2019APPROCCIO ANTROPOANALITICO ALL\u2019UOMO<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><em>Linee per una discussione<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><em>(Nota presentata nel Maggio 1988 al  Congresso organizzato a Roma dall\u2019Istituto di Psicoterapia Analitica, I.P.A., sul tema: \u201cIndirizzi psicoterapeutici a confronto\u201d. Modifiche e aggiunte effettuate nel Novembre-Dicembre 2004)<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p>   <\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019approccio antropoanalitico  all\u2019uomo si \u00e8 sviluppato, com\u2019\u00e8 noto, ad opera di LUDWIG BINSWANGER (1881-1966) soprattutto a partire dall\u2019inizio degli anni trenta, come  risposta critica all\u2019esigenza, peraltro avvertita non solo da Binswanger, di superare i limiti di una psichiatria tradizionale, che \u201creificava\u201d l\u2019uomo, riportando la sua vita a modelli di funzionamento di tipo  naturalistico, con conseguente determinazione di una rigida quanto  disumana distinzione clinica fra il \u201csano\u201d ed il \u201cmalato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A tale vigente \u201criduzionismo  scientifico\u201d, Binswanger, utilizzando metodologicamente le proposte  della Fenomenologia di E.HUSSERL (1859-1938) da un lato, e  dell\u2019Esistenzialismo di M.HEIDEGGER &nbsp;(1889-1976) dall\u2019altro, contrappose  un nuovo modello di comprensione psicologica dell\u2019uomo, che vedeva  dietro ogni umano comportamento non tanto la dinamica pi\u00f9 o meno  ottimale di un apparato psichico naturalisticamente prefissato, quanto  un modo di esprimere e declinare una propria umana <span style=\"text-decoration: underline;\">presenza-nel-mondo<\/span>  (dasein = esser<span style=\"text-decoration: underline;\">ci<\/span>), &nbsp;un proprio progetto di mondo, come sintesi  cromatica e vivente di un proprio vissuto, di una propria storia  personale.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In questa prospettiva, veniva  profondamente modificandosi la tradizionale visione della psicopatologia  come scienza dei fenomeni e delle sindromi psichiche devianti da una  norma, mentre il rigido dualismo fra sanit\u00e0 e malattia veniva  sfrangiandosi, conseguentemente, lungo un pi\u00f9 dinamico ed umanizzato  \u201ccontinuum\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nell\u2019ottica antropoanalitica,  infatti, le cosiddette manifestazioni psicopatologiche assumevano la  configurazione di possibili modi di <span style=\"text-decoration: underline;\">essere-nel-mondo<\/span>, da  comprendere per via di immedesimazione empatica, pi\u00f9 che da valutare in  \u201ccamice bianco\u201d, mediante criteri di \u201conesta e scientifica  obbiettivit\u00e0\u201d, o, ancora, ponendosi come depositari di un\u2019 unica e  monolitica \u201cverit\u00e0\u201d. Non esisteva pi\u00f9 una realt\u00e0 \u201cnormale\u201d, rigida ed  immutabile, cui far capo con presuntuosa sicurezza, ma dietro ogni uomo  che soffre diveniva ormai necessario intravedere lo sforzo umanissimo di  una persona che cerca di dare, come che sia, \u201csignificato\u201d al proprio  esistere, al proprio rapportarsi al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Psichiatria e, in genere, la  Psicologia clinica uscivano quindi, agli occhi del fondatore dell\u2019antropoanalisi,  dall\u2019ambito naturalistico, per coniugarsi con la Filosofia, divenendo  &nbsp;scienze autenticamente umane, il cui compito era innanzitutto quello di  \u201cdescrivere\u201d i possibili modi di progettare il mondo da parte dell\u2019uomo,  mentre l\u2019usuale discriminante clinica fra una \u201cnormalit\u00e0\u201d ed una  \u201cpatologia\u201d si trasformava in una analisi umanamente consapevole della  maggiore o minore \u201cricchezza\u201d delle varie modalit\u00e0 esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In tale nuovo contesto, ad  esempio, la sofferenza nevrotica, lungi dall\u2019essere una deviazione,  poteva configurarsi come un certo modo di rapportarsi al mondo nella  \u201ccoartazione\u201d di s\u00e9, anzich\u00e9 nella \u201capertura\u201d e nella libera  disponibilit\u00e0 delle proprie possibilit\u00e0 ; nella cristallizzazione o  irrigidimento atemporale del proprio esserci, anzich\u00e9 in una pi\u00f9  \u201cplastica\u201d storicizzazione dinamica delle proprie esperienze ;  nella\u201dchiusura\u201d del proprio orizzonte vitale a se stessi ed agli altri,  in luogo di una pi\u00f9 dinamica amplificazione della propria vita  relazionale, ecc..<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Scaturivano da questa  reimpostazione binswangeriana del \u201ccomprendere\u201d psicologico preziosi  suggerimenti <span style=\"text-decoration: underline;\">epistemologici<\/span>, <span style=\"text-decoration: underline;\">metodologici<\/span> e <span style=\"text-decoration: underline;\">psicoterapeutici<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da un punto di vista  <span style=\"text-decoration: underline;\">epistemologico<\/span> Binswanger denunciava chiaramente la problematicit\u00e0 e  la limitatezza del modello imperante nella psichiatria e nella  psicologia clinica del suo tempo (ivi compresa la stessa Psicoanalisi&nbsp;  &#8211;&nbsp; \u00e8 nota la sua annosa quanto amichevole polemica con Freud), di un  \u201chomo natura\u201d da trattare in termini meccanicistici, di fronte alla  ricchezza, polivalenza e globalit\u00e0 dell\u2019umano esistere, che veniva  rivelandosi, invece, all\u2019indagine fenomenologico-esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da un punto di vista  <span style=\"text-decoration: underline;\">metodologico<\/span> Binswanger elaborava nuove categorie, pi\u00f9 ricche e pi\u00f9  sfumate, di comprensione psicologica dell\u2019uomo, basate  fenomenologicamente sulla ricerca del significato, o dell\u2019essenza  progettuale di ogni comportamento, anche quello pi\u00f9 apparentemente&nbsp;  \u201cpatologico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dal punto di vista  <span style=\"text-decoration: underline;\">psicoterapeutico<\/span>, infine, egli prospettava un nuovo modo di  intendere il rapporto \u201cmedico-paziente\u201d, dove risultava profondamente  modificata la consueta relazione di \u201cautorit\u00e0\u201d all\u2019interno  dell\u2019interazione psicoterapeutica, sulla base di una nuova teoria dello <span style=\"text-decoration: underline;\">sviluppo esistenziale<\/span> dell\u2019individualit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ogni uomo, infatti, secondo l\u2019ottica  antropoanalitica \u2013 \u00e8 questa la premessa filosofica (heideggeriana) della  proposta di Binswanger -, \u00e8 una <span style=\"text-decoration: underline;\">presenza<\/span>, che, nel momento stesso  in cui <span style=\"text-decoration: underline;\">si costituisce<\/span>, cio\u00e8 comincia ad <span style=\"text-decoration: underline;\">esistere<\/span> (nel  senso pregnante della etimologia del verbo \u201cesistere\u201d, da <span style=\"text-decoration: underline;\">ex-sistere<\/span>  = porsi fuori, all\u2019esterno), <span style=\"text-decoration: underline;\">si rapporta ad un mondo<\/span> (si  <span style=\"text-decoration: underline;\">trascende<\/span> in un mondo) mediante una <span style=\"text-decoration: underline;\">linea progettuale<\/span>, che \u00e8  conseguenza di una progressiva presa di coscienza di un proprio  <span style=\"text-decoration: underline;\">esserci<\/span> (cio\u00e8 dell\u2019assunzione del proprio significato esistenziale).<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Molteplici linee progettuali possono  essere presenti inizialmente all\u2019orizzonte di ogni uomo : poi, nel  dialogo con la <span style=\"text-decoration: underline;\">temporalit\u00e0<\/span>, cio\u00e8 col <span style=\"text-decoration: underline;\">costituirsi della storia  individuale<\/span>, come risultato dell\u2019intreccio fra disposizioni  individuali ed influenze ambientali (educative e socioculturali), &nbsp;tale  ricchezza si concretizza nella <span style=\"text-decoration: underline;\">mia<\/span> personale visione del mondo,  nel <span style=\"text-decoration: underline;\">mio<\/span> modo particolare di essere <span style=\"text-decoration: underline;\">qui ed ora<\/span>, in rapporto  coesistentivo con altri modi di declinare una analoga e parallela  presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ora, questo passaggio dalla  <span style=\"text-decoration: underline;\">possibilit\u00e0<\/span> di esistere alla <span style=\"text-decoration: underline;\">realt\u00e0 storica<\/span> della propria  esistenza&nbsp; si configura e si costruisce alla luce di fondamentali  <span style=\"text-decoration: underline;\">modalit\u00e0<\/span> &nbsp;esistenziali, che danno tono, cio\u00e8 modulazione, alla vita  individuale. Tali modalit\u00e0, che Binswanger chiama <span style=\"text-decoration: underline;\">a-priori  esistenziali<\/span>, da intendersi come <span style=\"text-decoration: underline;\">forme strutturanti<\/span> o  <span style=\"text-decoration: underline;\">costitutive<\/span> di ogni umano esperire, sono come delle \u201ccornici  immaginali\u201d entro le quali finiscono col raccogliersi le esperienze  esistenziali di ogni persona ; sono, cio\u00e8, il \u201cfilo conduttore\u201d, alla  luce del quale ogni persona \u201cvede scorrere\u201d la trama e le tonalit\u00e0  emotive della propria vita nel <span style=\"text-decoration: underline;\">rapporto interattivo<\/span> &nbsp;fra il  proprio <span style=\"text-decoration: underline;\">Io<\/span> e l\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">Altro-da-s\u00e9<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I modi possono essere ordinati a seconda  che garantiscano all\u2019esistere una maggiore o minore pienezza, cio\u00e8 a  seconda della loro maggiore o minore <span style=\"text-decoration: underline;\">ricchezza<\/span> o <span style=\"text-decoration: underline;\">povert\u00e0<\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>   \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un modo \u00e8 tanto pi\u00f9\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">ricco<\/span> \u00a0quanto  pi\u00f9 garantisce all\u2019umano esistere la possibilit\u00e0 di testimoniarsi e di  esprimersi autenticamente nella reciprocit\u00e0 di un rapporto fra un <span style=\"text-decoration: underline;\">Io<\/span>  ed un <span style=\"text-decoration: underline;\">Tu<\/span>; sar\u00e0, invece, tanto pi\u00f9 <span style=\"text-decoration: underline;\">povero<\/span> \u00a0quanto pi\u00f9  confiner\u00e0 l\u2019umana presenza in un <span style=\"text-decoration: underline;\">progetto di mondo<\/span> chiuso,  \u00a0coatto, difensivo, oppositivo,\u00a0 oppressivo, negatore, vanificatore, e,  in casi-limite, persino annientatore dell\u2019Io, dove il <span style=\"text-decoration: underline;\">Tu<\/span> appare  minaccioso, persecutorio e destabilizzatore di ogni sicurezza dell\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">Io<\/span>. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em>Fra i due estremi della <u>ricchezza<\/u> e della <u>povert\u00e0<\/u>, i <u>progetti di mondo<\/u> di ogni persona possono venir pensati come disposti lungo un unico <u>continuum<\/u>, che, escludendo ogni \u201csalto di qualit\u00e0\u201d \u00a0fra \u201csanit\u00e0\u201d e \u201cfollia\u201d, permette di inquadrare tutti i comportamenti umani come differenziati solo \u201cper grado\u201d, a seconda del <u>poter-essere<\/u> (posso liberamente esistere, sottratto al massimo dagli altrui condizionamenti); dell\u2019<u>avere-il-permesso-di- essere<\/u> (posso essere me stesso, ma solo nel ruolo che mi \u00e8 concesso); e dell\u2019 <u>essere-costretto-ad-essere<\/u> (non posso essere se non nel segno di un\u2019altrui imposizione, fino all\u2019estrema <u>alienazione<\/u> di me stesso). (CARGNELLO, 1966).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Da queste premesse teoriche della visione <u>antropoanalitica<\/u> dell\u2019umano esistere, l\u2019incontro psicoterapeutico non poteva pi\u00f9 configurarsi come uno scambio fra un <u>esperto<\/u> (colui che <u>sa<\/u> , che \u00e8 <u>depositario autorevole<\/u> di un\u2019 <u>unica Verit\u00e0<\/u>) ed \u00a0un\u00a0 <u>malato<\/u> (colui che <u>non sa capire<\/u> , che agisce <u>senza sapere<\/u> , che <u>ha smarrito \u201cquella\u201d Verit\u00e0<\/u> e che <u>delega<\/u>, quindi,\u00a0 <u>tutto se stesso<\/u> all\u2019<u>Altro<\/u>, e da lui dipende completamente per la propria \u201cguarigione\u201d), ma diveniva un dialogo <u>fra due autorevolezze<\/u>, cio\u00e8 fra due <u>portatori di mondo<\/u>, fra due <u>modi-di-essere-nel-mondo<\/u>, che proprio all\u2019interno di <u>quel<\/u> rapporto specifico, unico ed irripetibile, potevano sperimentare <u>insieme<\/u> la possibilit\u00e0 di \u201cscandagliare\u201d nuovi costrutti esistenziali sulla base dell\u2019unico e comune fondo umano del reciproco dialogare. In questa interazione dinamica lo psicoterapeuta non si poneva pi\u00f9\u00a0 come figura \u201cclinica\u201d,\u00a0 \u201cdistaccato\u201d rispetto alla \u201cdiversit\u00e0\u201d ed \u201cestraneit\u00e0\u201d del \u201cpaziente-oggetto\u201d , ma come <u>persona<\/u> che nella propria \u201cinterezza di uomo\u201d veniva svelandosi\u00a0 anch\u2019egli \u201cempaticamente partecipe\u201d, in qualche modo,\u00a0 della realt\u00e0 dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em>Questa <u>riduzione di distanze<\/u> , nella misura in cui \u201c chiamava\u201d lo psicoterapeuta ad un pi\u00f9\u00a0 diretto coinvolgimento interattivo nei confronti \u00a0del \u201cpaziente\u201d, apriva come una nuova \u201cfinestra\u201d nel mondo chiuso e contratto della sofferenza umana. La \u201cirruzione\u201d del terapeuta come \u00a0\u201creferente-difensore\u201d nell\u2019angusta prigione della persona che soffre si rivelava come la nuova forza in grado di ridare movimento e calore \u00a0alla\u00a0 \u201ctemporalit\u00e0 congelata\u201d dell\u2019<u>uomo-che-dispera<\/u>,\u00a0 riaprendo la sua vita a nuovi, possibili <u>progetti di mondo<\/u>\u00a0 mediante la liberazione di tutte quelle potenzialit\u00e0 creative individuali, rimaste \u201cabbuiate\u201d nella soffocante cella \u00a0della sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Che cosa rimane, oggi, della lezione magistrale di Ludwig Binswanger ?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0A nostro avviso, molto: non solo sul piano dell\u2019euristica \u201cclinica\u201d e della psicoterapia,\u00a0 ma su quello assai pi\u00f9\u00a0 vasto della stessa <u>educazione dell\u2019uomo<\/u>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Forse oggi come non mai l\u2019uomo, malgrado l\u2019enorme progresso scientifico, sta correndo continuamente il rischio patogeno di <u>essere-costretto-ad-essere<\/u>\u00a0 in modalit\u00e0 esistenziali sempre pi\u00f9 povere e ripetitive, confinate esclusivamente nel mondo di una quotidianit\u00e0 senza orizzonti e senza altri valori se non quelli immediatamente <u>utilitaristici<\/u> e\u00a0 <u>pragmatico-tecnologici<\/u> \u00a0(il mondo della \u201ccura\u201d= <u>sorge<\/u> , come diceva HEIDEGGER), perdendo da un lato il contatto vitale con la ricchezza delle proprie <u>possibilit\u00e0 esistenziali<\/u>, cio\u00e8 della creativit\u00e0 individuale come espressione di una <u>presenza umana<\/u>\u00a0 pi\u00f9 lungimirante, pi\u00f9 completa, pi\u00f9 <u>antropologica<\/u>; e dall\u2019altro lato smarrendo, altres\u00ec , il contatto coesistentivo e solidale\u00a0 con gli altri uomini, che appaiono sempre pi\u00f9 come ombre estranee, distanti,\u00a0 evanescenti, prive di valore e persino nemiche,\u00a0 \u00a0sullo sfondo dell\u2019oscura minaccia (o tentazione ?) di un ritorno all\u2019 <u>homo homini lupus<\/u>\u00a0 di hobbesiana memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Oggi come non mai, perci\u00f2, si impone uno sforzo di recupero di <u>significati<\/u> e di <u>linguaggi esistenziali dimenticati<\/u> che ridonino ampiezza ed armonia \u00a0all\u2019orizzonte umano devastato dall\u2019irrazionalismo, dalla competitivit\u00e0\u00a0\u00a0 e dal veleno di quell\u2019individualismo prevaricante, che \u201cchiude\u201d inesorabilmente la personalit\u00e0 umana nel \u201cparticulare\u201d, privandola del respiro\u00a0 dell\u2019 \u201cuniversale\u201d e condannandola alla sofferenza della solitudine, dell\u2019inutilit\u00e0, dell\u2019angoscia, dell\u2019insicurezza, della nevrosi e, in casi pi\u00f9 estremi, della psicosi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0I linguaggi da riscoprire, spesso confinati quasi come una \u201cvergogna\u201d o un\u2019inutile \u201cperdita di tempo\u201d nelle pi\u00f9 segrete profondit\u00e0 dell\u2019immaginario umano, come \u201ccattedrali sommerse\u201d dall\u2019orgia di una tecnologia senz\u2019anima, sono tutti quei <u>lessici di apertura<\/u> che, soli, \u00a0possono permettere alla personalit\u00e0 umana di\u00a0 <u>ri-progettarsi<\/u> nel mondo non pi\u00f9 come un \u201cinutile frammento\u201d solitario, staccato dal Tutto, ma come un \u201canello\u201d di una catena cosmica, dove \u201ctutto, come l\u2019Oceano, scorre e comunica ; tu tocchi in un punto ed il tuo sfiorare si ripercuote all\u2019altro estremo del mondo\u201d (non a caso citiamo un passaggio dal discorso dello <u>Starec<\/u> Zosima, nel sesto libro dei <u>Fratelli Karamazov<\/u>\u00a0 di F.DOSTOEVSKIJ, autore particolarmente amato da L.BINSWANGER).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Si tratta di tutti quei linguaggi che riaprono alla <u>dimensione simbolica<\/u> della vita e che <u>trascendono<\/u> (nel senso etimologico di \u201cporsi al di la\u201d) il \u201cmodo quotidiano\u201d della realt\u00e0 immediata, oppure il reale \u201csancito\u201d come <u>unica Verit\u00e0<\/u> dalle scienze esatte e dalla tecnologia, per cogliere, in un\u2019ottica fenomenologico-esistenziale, anche altre possibilit\u00e0 di rapporto con il mondo, non meno dignitose e ricche, situate non su \u201cun\u2019altra sponda\u201d, diversa e contrapposta rispetto a quella delle scienze e della tecnologia, ma dislocate su di un medesimo <u>continuum<\/u> di valori umani , dove, ad esempio, la visione <u>scientifica<\/u> e quella <u>artistica<\/u> delle cose non si \u201c confrontano\u201d per poi \u201cscontrarsi\u201d alla luce di criteri di <u>verit\u00e0<\/u> e <u>falsit\u00e0<\/u> , ma entrambe esprimono due possibili modi di declinare l\u2019umana presenza nel mondo, contribuendo ambedue ad arricchire ed abbellire il comune edificio dell\u2019Uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Ogni progettazione educativa che voglia essere degna di questo nome non pu\u00f2, oggi, non riaprirsi a questo orizzonte di <u>Umanesimo integrale<\/u>, per porre fine alla \u201ctorre di Babele\u201d dell\u2019individualismo esasperato e fanatico, che costituisce la \u201cmalattia mortale\u201d dell\u2019Uomo del nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0In tale quadro di considerazioni, le proposte binswangeriane di \u201crileggere\u201d la <u>sofferenza<\/u> \u00a0come un possibile <u>progetto di mondo<\/u> , \u201ccontratto\u201d, ma \u201cnon avulso\u201d da una comune realt\u00e0 umana \u00a0da riscoprire mediante una nuova apertura del proprio <u>essere-nel-mondo,<\/u> continuano a conservare ancora, anche se nate piu\u2019 di settanta anni fa, una profonda e vibrante carica di attualit\u00e0 e di preziosi suggerimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p><em>Luigi  ADAMO<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><em>BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Per un\u2019antropologia  fenomenologia. Saggi e conferenze psichiatriche<\/span>, Milano,  Feltrinelli, 1970<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Il caso Ellen West e  altri saggi<\/span>, Milano, Bompiani, 1973<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Ricordi di Sigmund  Freud<\/span>, Roma, Astrolabio, 1971<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Essere nel mondo<\/span>, Roma, Astrolabio, 1973<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Melanconia e mania<\/span>, Torino, Boringhieri, 1977<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Tre forme di  esistenza mancata<\/span>, Milano, Garzanti, 1978<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">Delirio. Antropoanalisi e fenomenologia<\/span>, a cura di E. Borgna, Venezia,  Marsilio, 1990<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BINSWANGER, L., <span style=\"text-decoration: underline;\">La psichiatria come  scienza dell\u2019uomo<\/span>, Firenze, Ponte alle Grazie, 1992<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>CARGNELLO, D., <span style=\"text-decoration: underline;\">Alterit\u00e0 e alienit\u00e0.  Introduzione alla fenomenologia antropoanalitica<\/span>, Milano,  Feltrinelli, 1966<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>CALLIERI, B., CASTELLANI, A., DE  VINCENTIIS, G., <span style=\"text-decoration: underline;\">Lineamenti di una psicopatologia fenomenologia<\/span>,  Roma, Il pensiero scientifico, 1972<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>BOSS, M., <span style=\"text-decoration: underline;\">Psicoanalisi e analitica  esistenziale<\/span>, Roma, Astrolabio, 1973<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>MINKOWSKI, E., <span style=\"text-decoration: underline;\">Trattato di  Psicopatologia<\/span>, Milano, Feltrinelli, 1973<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>D\u2019IPPOLITO, B.M., <span style=\"text-decoration: underline;\">La cattedrale  sommersa. Fenomenologia e psichiatria in Ludwig Binswanger<\/span>,  Milano,&nbsp; Angeli, 2004 <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>HUSSERL, E., <span style=\"text-decoration: underline;\">Idee per una  fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologia<\/span>, voll. 3,  Torino, Einaudi, 1950<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>HEIDEGGER, M., <span style=\"text-decoration: underline;\">Essere e tempo<\/span>,  Torino, UTET, 1978<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>KELKEL, L., SCHERER, R., <span style=\"text-decoration: underline;\">Husserl<\/span>, Milano, Il Saggiatore, 1966<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>VATTIMO, G., I<span style=\"text-decoration: underline;\">ntroduzione a Heidegger<\/span>, Bari, Laterza, 1971<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>DOSTOEVSKIJ, F., <span style=\"text-decoration: underline;\">I fratelli Karamazov<\/span>, Torino, Einaudi, 1993<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 un \u201comaggio\u201d a Ludwig Binswanger in questo \u201cspazio\u201d denominato \u201cIl posto delle fragole\u201d? &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non si tratta di un richiamo accademico in contraddizione con quanto detto in altre parti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":172,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-16","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-principale"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16"}],"version-history":[{"count":65,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16\/revisions\/283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/172"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/luigiadamo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}